23 ottobre 2015: incontro pubblico ad Alessandria

Venerdì 23 ottobre alle 21, in Alessandria, alla Casa di Quartiere di Via Verona 116 (zona stadio), si parlerà di Terzo Valico.
Si parlerà di un recente provvedimento del Ministero dell’Ambiente che al carrozzone del Terzo Valico offre un semaforo verde dove invece andrebbe acceso un semaforo rosso. Si tratta di un aggiornamento del piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, spesso indicato come “piano cave”, che, a fronte di alcune prescrizioni cautelative, di fatto peggiora notevolmente la situazione, ad esempio aggiungendo nuove cave a Sezzadio e a Pozzolo Formigaro. Un unico provvedimento che riguarda l’intera opera e depositi che vanno da Alessandria, a Deiva Marina, ad Albissola. Un provvedimento che in realtà riguarda tutti gli italiani perché è a tutto il paese che vengono tolte risorse vitali per realizzare un’opera totalmente inutile e molto dannosa per il territorio e la salute di centinaia di migliaia di cittadini.
Per questo l’opposizione al provvedimento deve essere la più ampia possibile. E, come è avvenuto per la battaglia per l’acqua pubblica e contro il nucleare, perché questo avvenga nessuno deve averne l’esclusiva.
Si parlerà anche, con una breve relazione dell’assessore all’ambiente Claudio Lombardi, di quanto presentato dal Comune di Alessandria nella conferenza dei servizi per la cava Clara e Buona. Un fatto significativo ma paragonabile all’azione di un vigile urbano che di fronte ad un sorpasso in curva anziché alzare la paletta dell’alt si mette a rincorrere l’auto cercando di mettergli i bastoni tra le ruote. Meglio che niente, e comunque sintomatico del fatto che anche tra i più accesi sostenitori ormai dilaga la consapevolezza che realizzare il Terzo Valico è un colossale errore.
Un’opera fatta nel posto sbagliato (perché per una questione di fondali le nuove grandi navi portacontainer andranno a Savona e non a Genova).
Usando un macchina (costruita in Germania, da lavoratori tedeschi) che è un colossale trapano che avanza sbriciolando le rocce appenniniche, lasciando dietro di sé camionate di roba inconsistente, piena di additivi inquinanti usati nello scavo e piena di fibre di amianto. Fibre innocue fino a che sono sepolte nella montagna, ma invisibili e micidiali killer da quello sbriciolamento in poi.
Camionate che vengono portate in gran parte in Alessandria su due laghi di cava, raccontando in giro che poi quella roba non finisce nelle falde acquifere.
Il tutto per fare una linea ferroviaria che andrebbe a piantarsi sull’intasatissima Tortona-Milano anziché puntare al Sempione attraverso la quasi deserta Genova-Ovada-Alessandria-Novara o sui 4 binari che collegano Genova ad Arquata, ben lontani dall’essere saturati.
Scavando una singola montagna anziché investire, in tutta Italia, su treni e alimentazione delle linee ferroviarie per recuperare energia in discesa e in frenata, insistendo su un progetto di tunnel nato e sopravvissuto nell’ignoranza delle tecnologie che hanno portato, tra le altre cose, alla diffusione delle auto ibride.
E mettendo in atto il più grosso movimento terra mai effettuato in pianura padana, un’occasione d’oro per la mafia dei rifiuti, tanto ghiotta da far intuire chi c’è, in realtà, dietro l’opera.
L’incontro è aperto a tutti. Sono invitati coloro che vogliono fermare il progetto, ma prima ancora sono invitati coloro che sono convinti che tale progetto vada realizzato, a partire dal senatore Borioli, dal senatore Esposito e dal nuovo commissario al Terzo Valico, l’arch. Jolanda Romano.