Alessandria, 11-6-2016, ore 16: in difesa delle falde acquifere

Ad Alessandria sabato 11 giugno 2016, alle ore 16, un corteo andrà dal Teatro Comunale a Piazza della Libertà per protestare contro le decisioni dei governi locali che, a livello regionale, provinciale e comunale, autorizzano cave, discariche e impianti industriali che mettono a rischio l’acqua che esce dai rubinetti degli abitanti di mezza provincia.

L’acqua che beviamo viene dalle falde acquifere che sono sotto i nostri piedi. Le falde acquifere sono in comunicazione con la superficie del terreno e tutto ciò che viene posato sul terreno o sotterrato può finirci dentro. I pozzi degli acquedotti prendono l’acqua dalle falde acquifere e quell’acqua finisce nei nostri rubinetti. Le falde acquifere si muovono molto lentamente, in pianura mediamente 3 anni per percorrere un chilometro. Quando si constata l’inquinamento è troppo tardi, il danno è enorme e quindi l’unica soluzione è la prevenzione.
Il pericolo è costituito da discariche, cave, impianti industriali e uso incontrollato di fertilizzanti e diserbanti.
Le discariche sono i luoghi in cui vengono depositati i rifiuti, siano essi inerti, urbani o pericolosi. Per le discariche è prevista una protezione sul fondo, ma tale protezione non è progettata per durare in eterno. E restano molti dubbi sulla efficacia di tale protezione in caso di eventi sismici, anche grazie alla recente riclassificazione, in senso peggiorativo, del rischio sismico in molte zone dell’alessandrino. E poi più che dubbi ci sono certezze sui controlli, di fatto irrisori, che vanno fatti per evitare che rifiuti pericolosi vengano aggiunti ai rifiuti meno pericolosi.
Le cave, per le quali non è prevista alcuna protezione, sono i luoghi dove viene estratto materiale come ghiaia o altro.
In molte cave uno strato di terra superficiale viene accantonato e poi, dopo che è stata tolta una certa quantità di ghiaia, viene rimesso sul terreno che, abbassato, viene di nuovo destinato alla coltivazione.
Purtroppo quasi nessun controllo viene fatto per evitare che dei rifiuti pericolosi vengano messi sul fondo della cava e poi sepolti con il terreno accantonato in precedenza. Lo testimonia anche la cronaca locale. Altre cave vengono riempite con materiale inerte, e anche in quel caso quasi nessun controllo viene fatto per evitare che non ci finiscano anche materiali pericolosi.
Quanto agli impianti industriali è lecito attendersi l’omertà in caso di sversamenti accidentali.
Per lo più i controlli non ci sono o sono fittizi perché smaltire illegalmente rifiuti pericolosi rende cifre enormi.
Uno smaltimento illegale che deriva anche dall’evasione fiscale, perché è evidente che i rifiuti derivanti da ciò che viene prodotto “in nero” non possono essere smaltiti in modo regolare perché i conti non tornerebbero e l’evasione diventerebbe evidente.

La situazione è ancora più grave perché è stata constatata, recentemente, l’esistenza nell’alessandrino di una falda sotterranea profondissima in un cerchio largo una cinquantina di chilometri incentrato tra Alessandria, Pozzolo Formigaro, Predosa e Oviglio. Acqua potabile fino a oltre 1500 metri sotto il livello del mare per uno spessore che raggiunge i 900 metri, mentre lontano dalla falda profonda (come ad Acqui Terme e Tortona) l’acqua potabile è poca. L’interesse per quell’acqua va oltre i confini della provincia perché in tutto il Piemonte le riserve di quel tipo sono solo 3 e Torino ne è fuori.
La ricerca è stata fatta da geologi della Regione Piemonte, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Università di Torino allo scopo di cercare le riserve d’acqua del futuro. Un futuro non molto lontano se si pensa che nell’alessandrino, per millenni e fino a meno di un secolo fa, l’acqua potabile veniva presa a pochi metri di profondità, mentre ora sempre più spesso viene presa a oltre cento metri perché sopra è inquinata. In certe zone d’Italia si scende a più di 300 metri e in California si arriva a 800 metri.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati nel 2009 ma solo dal 2014 la ricerca ha iniziato ad essere nota al grande pubblico. Nel frattempo sono state sottovalutate le conseguenze di molti inquinamenti a partire dallo quello, storico, di Spinetta Marengo, posto quasi al centro della grande falda. Ma anche molte decisioni sono state prese dagli organi di governo senza, almeno apparentemente, tenere conto di quei dati.
Tra esse quelle riguardanti la discarica di Sezzadio, un impianto di trattamento di oli esausti a Predosa e la concessione delle cave dell’alessandrino (quasi tutte posizionate sopra la grande riserva d’acqua profonda) per ospitare oltre 10 milioni di metri cubi di materiale proveniente dallo scavo del Terzo Valico.

Il Terzo Valico, un tunnel ferroviario reso totalmente inutile dal fatto che, dalla sua progettazione a oggi, le maggiori navi portacontainer sono triplicate di volume e perciò andranno sui 22 metri del fondale del porto di Vado Ligure perché il fondale di 15 metri del porto di Voltri non ne permette l’attracco, e non pare facilmente abbassabile a causa del fondo roccioso.
Un grande movimento terra per fare un tunnel sul porto sbagliato: per i politici italiani un record.
E che i politici italiani facciano i loro affari bisticciando nei talk show e dando da campare ai comici potrebbe anche essere sopportabile. Ma che ci lascino senz’acqua non lo possiamo permettere.

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